La chiesa di San Vito sul Melfa si trova sul versante occidentale del Torrente Melfa, ed è posta sulla sommità dell'altra sponda, da dove si domina il punto del guado sul fiume Melfa, verso valle, in direzione sud. La località è ben conosciuta nella storiografia e nella letteratura archeologica della zona.
La Chiesa (accanto alla quale sorgeva un piccolo monastero benedettino) esisteva già intorno alla metà del secolo XI, secondo il Bonanni che cita due donazioni del tempo conservate nell'archivio di Montecassino: l'una dell'aprile del 1042 da parte di un certo Giovanni, figlio di Magi di Aquino, l'altra del marzo del 1046 da parte di un certo Alchisio pure di Aquino
È menzionata, inoltre, nella sentenza in favore del vescovo di Aquinum emessa da papa Alessandro III, il 10 giugno 1175, nella vertenza con il monastero di San Paolo, sul possesso della chiesa; in seguito passò ai Benedettini. Nel 1594 San Vito fu concesso in beneficio al canonico Don Giulio Cesare Scorti di Roccasecca, ma alla sua morte, con la bolla del 29 gennaio 1595 di Clemente VIII fu unito alla mensa vescovile di Aquino
Resta un piccolo edificio di culto ad una sola aula, oggi intonacato, che rivela il riuso di blocchi squadrati anche iscritti, mentre nei pressi giacciono statue e materiali architettonici di età romano imperiale. Misura 7 m di larghezza per 10 m di lunghezza; in facciata presente un tipico ingresso a lunetta sovrastante; i peducci che sorreggono l'elemento ad architrave sono decorati: in particolare richiama attenzione la testa scolpita di un monaco, su quello sinistro, mentre a destra si nota un motivo floreale. Il restauro della chiesa ha condotto alla scoperta di strutture murarie attribuibili a un sepolcro e - riutilizzati - blocchi architettonici dell'apparato decorativo del monumento, di cui era nota la statua funeraria di togato ed un frammento di iscrizione. Il piccolo complesso era in collegamento con il ponte della Madonnina a nord - del quale fino a qualche anno fa si riusciva a vedere il residuo di un arcata - e con l'attraversamento più a sud.
